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“Unicità e Diversità”

Una parola nuova per comprendere le disabilità/diversità!

Drusilla/Gori: autore del monologo sulla “unicità” al festival di Sanremo

Unicità: un nuovo modo di intendere la differenza!

Da anni osservo lo sforzo lessicale di rendere inclusiva la disabilità. Siamo passati dai desueti “handicap” a “disabili “per passare a “diversamente abili”.

Questo per addolcire una condizione di sofferenza che non doveva diventare, come spesso accade, anche condizione di esclusione.

Poi arriva Drusilla Foer, un personaggio di rara intelligenza che ci illumina con una parola magica, semplice ed efficace: “unicità”!

“Unicità”! Un concetto semplice e illuminante.

In fin dei conti è quello che che sosteniamo da sempre quando ci rivolgiamo al paziente. Cioè di avere a che fare con un essere unico e irripetibile.

Unicità e salute mentale

Non esiste la depressione, la schizofrenia, la mania, l’ansia ma molto più concretamente esiste una persona che soffre di depressione, di schizofrenia, di mania o di ansia. Così come non esiste l’autismo ma una persona affetta da autismo.

Nel nostro gruppo di lavoro usiamo da sempre il concetto di “persona” per salvare l’unicità. Però questo senso di unicità personale, ci fa bene e rende la nostra professione più umana e meno burocratica.

Ancora troppo frequente è il ricorso a una psicologia che si trincera dietro le pretese oggettivanti dei test, delle scale di misurazione.

Tutti strumenti utili ma non sufficienti a comprendere come ogni differenza sia unica, ogni dolore personale e soggettivo, ogni umanità un mistero da scoprire nella sua profondità.

Un monito per psicologi, psichiatri e psicoterapeuti

Ancora troppo frequente una psicologia che vuole irreggimentare le persone nei propri schemi piuttosto che aiutarle a scoprire sè stesse, il proprio personale modo di essere, seppure differente dal nostro.

La psicologia e la psichiatria solcano un confine spesso dimenticato in cui da un lato c’è la violenza dell’etichettatura, della esclusione e dello stigma e dall’altro la dimensione dell’accoglienza, dell’amore e del rispetto.

Una certa psicologia si trincera dietro le belle parole dell’accoglienza ma pratica di fatto la violenza dell’omologazione.

La parola diversità lascia troppo spazio a questa furia omologante.

Mentre la parola unicità ricorda a noi tutti che dobbiamo accostarci alla persona per quella che essa è: unica e irripetibile.

Avendo il coraggio di entrare nel mistero di un esistenza diversa dalla nostra, a tratti incomprensibile ma pur sempre degna di essere accolta.

Una speranza di dignità per le persone differenti

Grazie Drusilla/Gori per questo prezioso suggerimento!

Che sia da monito per tutti coloro che vogliono occuparsi di persone che soffrono e ci appaiono diverse solo perchè il loro mondo, unico e irripetibile, è differente dal nostro.

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